Finestre antieffrazione: come valutarne la sicurezza?

In caso di furto le finestre rappresentano uno dei punti deboli della casa: le statistiche sottolineano che oltre il 70% delle effrazioni avviene in seguito alla forzatura di finestre e portefinestre. Occorre proteggere soprattutto le finestre che si trovano a piani bassi, che danno sulla strada, oppure quelle sui tetti e vicine a grondaie o tubi sui quali un malintenzionato potrebbe arrampicarsi.

Per venire incontro a questo basilare bisogno di sicurezza, abbiamo studiato varie soluzioni e siamo in grado di offrire finestre con diversi gradi di resistenza (RC1, RC2 o RC3). Ma soffermiamoci un attimo per approfondire l’argomento.

Il livello di protezione delle finestre antieffrazione è dato dalla combinazione di profilo, vetro e ferramenta – oltre che a una posa a regola d’arte –. A parità di vetro e ferramenta, ad esempio, un serramento in legno lamellare offre una maggiore resistenza rispetto a un serramento in Pvc.

Secondo dati divulgati dalla Polizia di Stato, le effrazioni più frequenti avvengono per scardinamento e sollevamento dell’anta, perforazione dell’anta con conseguente movimentazione della ferramenta e sfondamento del vetro.

Finestre antieffrazione 2F - Poseidon TTIn base a questi dati possiamo già dare indicare alcune caratteristiche tipiche delle finestre antieffrazione:

  • ante e telai in vari spessori in legno lamellare (nel nostro caso);
  • ferramenta antieffrazione dotata di particolari punti di chiusura in acciaio, presenti su tutto il perimetro della finestra;
  • maniglie munite di dispositivo di bloccaggio o chiave che evitano il sollevamento della maniglia attraverso una foratura dall’esterno. Sono disponibili, inoltre, maniglie con protezione da foratura supplementare;
  • vetrocamera stratificata antisfondamento.

Da questo breve elenco appare chiaro che i due fattori principali sono la ferramenta e il vetro.

I serramenti 2F fanno uso di ferramenta con punti di chiusura dotati di nottolini antistrappo in acciaio, a cui si possono aggiungere ganci in acciaio che impediscono di scardinare l’anta per sollevamento o strappo.

Le vetrocamere delle nostre finestre antieffrazione sono realizzate con due o più lastre assemblate tra loro mediante pellicole in materiale plastico antisfondamento (pvb). Per questa tipologia di vetri si individuano 8 livelli di sicurezza disciplinati dalla normativa Uni En 356: si va dalla P1A alla P5A e dalla P6B alla P8B, in ordine crescente di sicurezza.

Finestre antieffrazione: requisiti e classificazione secondo la norma Uni En 1627:2011

Finestre antieffrazione - ferramenta Poseidon TTEsiste una norma che ci consente di valutare e classificare in modo preciso il livello di antieffrazione delle finestre.
Le varie classi (RC2, RC3, ecc., dall’inglese “Resistance Class”, classe di resistenza), indicano in pratica quanti minuti la finestra resiste ai tentativi di scasso operati con certi strumenti. Il tempo infatti è un fattore determinante: sempre da dati della Polizia e dei Carabinieri risulta che lo scassinatore occasionale rinuncia allo scasso nei primi 2-3 minuti se trova delle difficoltà.

I serramenti 2F, grazie alle possibilità di dotarli con idonee vetrature e sistemi di chiusura, possono essere certificati fino alla classe anti-effrazione RC3, sufficiente secondo le statistiche a far desistere un tentativo di scasso o effrazione, e quindi ad evitare ingressi indesiderati negli edifici ove queste sono installate.

In tutti quei casi nei quali siano richieste prestazioni di sicurezza certificate, risulta obbligatorio uno studio progettuale della tipologia di installazione dell’infisso, unito talvolta a considerazioni preliminari relative anche agli elementi murari dove saranno inseriti i serramenti. Per qualsiasi progetto l’Ufficio tecnico di 2F è in grado di guidare e consigliare committenti e progettisti per l’ottenimento del risultato finale di sicurezza desiderato.

Alcuni suggerimenti sulla scelta delle finestre

Finestre antieffrazione - nottolinoDa quanto detto finora si può capire che per avere un livello di sicurezza accettabile è opportuno installare delle finestre che già integrano componenti di base come quelli descritti ed utilizzati sui serramenti 2F.

Quando il rischio di effrazione sia considerato elevato è consigliabile prevedere la classi di resistenza RC1 – RC2 – RC3: a seconda dell’esposizione delle finestre verso gli spazi esterni e in relazione al tipo di occupazione del fabbricato viene valutata l’opportunità tecnica ed economica di dotare i serramenti di un idoneo sistema di sicurezza.

Nell’analisi della sicurezza da assicurare all’edificio si devono infine valutare anche gli apporti positivi dei sistemi oscuranti posti all’esterno delle finestre (fra i quali scuri in legno o alluminio, tapparelle avvolgibili, frangisole, ecc.). Tutte queste soluzioni accompagneranno quindi la prestazione data dalle finestre, assicurando il livello di sicurezza gradito dal committente.

Di |2017-12-17T12:21:22+00:0017 dicembre 2017|Novità tecniche, Consigli|

Leave A Comment