Torniamo a parlare delle essenze legnose. Il legno è un materiale duro, resistente e leggero, composto in media da 50% di carbonio, 42% di ossigeno, 6% di idrogeno e 2% di minerali, azoto e pigmenti.
Oltre alle sue doti estetiche, la caratteristica più conosciuta è il suo elevato potere coibentante. Il legno, infatti, ha una basso valore di conducibilità termica. In fisica per conducibilità termica (o conduttività termica) si intende l’attitudine di un materiale a trasmettere il calore quando lo scambio avviene solo per conduzione.
Nella tabella in basso si possono confrontare i valori delle essenze legnose che utilizziamo in confronto con quelli di altri materiali.
| Essenze legnose 2F | Conducibilità termica W/mK |
Altri Materiali | Conducibilità termica W/mK |
|---|---|---|---|
| Abete | 0,122 | Alluminio | 210 |
| Pino | 0,135 | Cartongesso in lastre | 0,21 |
| Larice | 0,156 | Marmo | 2,1 – 3,5 |
| Frassino | 0,146 | Muratura di pietrame | 1,40 – 2,40 |
| Rovere | 0,185 | Porcellana | 0,80 – 1,05 |
| Mogano | 0,175 | Sughero (200 Kg/m3) | 0,052 |
| Okumé | 0,117 | Vetro | 0,5 – 1 |
Usiamo solo essenze legnose certificate
Prima di presentare le caratteristiche delle singole essenze, ci preme sottolineare che utilizziamo legnami principalmente di provenienza europea, evitando di ricorrere a un uso massiccio di essenze americane o afro-asiatiche.
Il legno di conifera (abete, pino, larice) proviene dal Trentino Alto Adige o dall’Austria, a cui si accompagnano altre essenze di provenienza europea: Rovere e Frassino dalle regioni euro-balcaniche, Pino di Svezia e Larice russo.
Una frase che si sente dire molto spesso è che per realizzare i serramenti in legno si distruggono boschi e foreste. Un utilizzo massivo e indiscriminato, naturalmente, può essere molto dannoso per il nostro ecosistema. Ma, se sfruttato responsabilmente, il legno rappresenta il materiale edile per eccellenza: è una risorsa rinnovabile, può durare molto a lungo, è biodegradabile e, alla fine del suo utilizzo, può essere reimmesso nel ciclo naturale. Per questa ragione impieghiamo solo essenze legnose certificate ovvero provenienti da foreste e boschi gestiti in modo corretto dal punto di vista ambientale e sociale.
Caratteristiche delle nostre essenze legnose
Pensiamo siamo utile riportare una breve descrizione delle essenze che utilizziamo per produrre i nostri serramenti. Talvolta su richiesta impieghiamo anche legnami diversi, dotati comunque di certificazione ambientale.
Abete
Cresce nell’emisfero boreale, in zone fredde e temperate. Il suo tronco può raggiungere un’altezza di 40 metri. La qualità più pregiata è l’abete rosso, tipico dell’Europa settentrionale o delle regioni alpine. È un legno solido, elastico che si lavora facilmente e si può rifinire bene.
Frassino
Cresce nelle pianure e nei boschi di media montagna di tutta Europa, nel nord Africa e nell’Asia occidentale. Proviene da un albero di grandezza medio-grossa, alto 25-30 metri, con fusto avente un diametro da 60 a 100 cm. Il legno, duro e compatto, è di buona qualità.
Larice
Originario dell’Europa centrale, il larice è un legno simile all’abete rosso, ma più pregiato. È molto resinoso e poco deformabile. È un legno di bell’aspetto, compatto e molto robusto. Resiste agli agenti atmosferici ed è facilmente lavorabile.
Pino
È un albero ampiamente usato dall’uomo per gli usi più diversi grazie alla sua notevole versatilità. Cresce prevalentemente in Europa centro-settentrionale e in Italia è molto diffuso. Si tratta di un’essenza legnosa molto pesante, resinosa, elastica, di grande durabilità e facile lavorazione.
Rovere
Appartenente alla famiglia della quercia, è coltivato soprattutto in Usa ed Europa centro-orientale. Di colore bruno giallastro, è uno dei legni più duri. È un’essenza legnosa pesante, molto utilizzata per gli infissi esterni perché estremamente resistente.
Mogano
È un legname pregiato proveniente dall’America tropicale e dalle Antille. Il legno, a grana finissima, è duro, compatto e resistente. Di colore rosso scuro è facile da lavorare. Usiamo solo legnami certificati per evitare che la “caccia” a questa essenza provochi la distruzione di foreste pluviali
Okumé
Originario dell’Africa tropicale occidentale è considerato come il legno più idrorepellente in assoluto. Si tratta di un’essenza legnosa di peso medio che garantisce una lunga durata. Anche in questo caso utilizziamo solo legname certificato.
Legno lamellare o legno massello?
È una domanda posta di frequente. Il legno massello (detto anche massiccio) è ricavato dalla parte più interna e densa del tronco dell’albero, il cosiddetto “durame”. Il legno massello offre una buona resistenza, ma se non è ben selezionato e ben essiccato potrebbe incurvarsi nel tempo o presentare fuoriuscite di resina dai punti di nervatura dei rami.
Il legno lamellare è composto da tre strati di listelli, o lamelle, di legno massello, incollati sotto pressione. Grazie a questo tipo di lavorazione il legno lamellare risulta indeformabile, assicurando un ottima resistenza alle varie sollecitazioni meccaniche e un notevole isolamento termico. Motivi per cui tutti i nostri serramenti sono prodotti impiegando esclusivamente legni lamellari.









[…] redazionale sottolinea come il legno, tra tutti i materiali, sia quello che produce il minor impatto ambientale, offrendo al contempo […]
Salve, volevo sapere quale essenza poter utilizzare per la realizzazione di infissi in una casa storica, migliorativa rispetto al pino di svezia (deve essere marrone scuro oppure trattato e di colore scuro). Grazie
Buongiorno, la risposta alla sua domanda è: dipende. Non c’è un’essenza legnosa migliore a prescindere. Occorre considerare da un lato la zona geografica in cui viene eseguito il lavoro e quindi i valori di trasmittanza termica richiesti all’infisso in base alla zona climatica, dall’altro lato vanno valutate le tradizioni/abitudini estetico-costruttive della zona.
Fatta questa premessa, si potrebbe considerare il larice, legno di conifera pregiato e adatto a un contesto storico (ad es. Venezia è stata “costruita” con il larice), oppure vi sono altre essenze come il rovere o il frassino, che hanno un pregio senza dubbio superiore al pino di svezia. Però, ripeto, occorre considerare le richieste energetiche imposte dalla zona geografica e le tradizioni costruttive, per cui se il lavoro – ipotizziamo – dev’ressere eseguito a 1600 metri ad Aosta è preferibile rimanere sul pino do svezia o eventualmente sull’abete.
Se desidera approfondire la cosa e avere anche un’idea di massima dei costi mandi pure un’email a tecnico@2f-fanton.it all’attenzione dell’ing. Damiano Fanton.
A presto e buon lavoro